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Dalla Puglia arriva il miglior nocciolino d’oliva

Grazie all’utilizzo di una denocciolatrice innovativa, tra tutti quelli analizzati a livello europeo questo biocombustibile ha evidenziato le maggiori potenzialità. E il suo mercato, oltretutto, ha ampi margini di espansione

 

Diego Rossi, Valter Francescato, Annalisa Paniz

 

Tra i biocombustibili solidi mediterranei destinati ad alimentare apparecchi di piccola taglia, il nocciolino d’oliva è quello con maggiori potenzialità. Infatti, qualora la separazione di questo pro-dotto venga effettuata con le BAT (Best available technologies), le caratteristiche tecniche potrebbero essere comparabili a quelle di un pellet di buona qualità (A1/A2 in base alla ISO EN UNI 17225- 2:2014).

La potenzialità di questo biocombustibile sono senz’altro riconosciute nel mercato spagnolo, dove grazie ad un comparto olivicolo molto più standardizzato su produzioni industriali, è possibile ottenere un prodotto stabile dal punto di vista qualitativo. Tanto che in Spagna esiste uno standard specifico (UNE 164003:2014) che dal 2014 lo classifica in base alla qualità come biocombustibile. Diversamente in Italia il mercato del nocciolino d’oliva presenta ancora notevoli criticità, soprattutto dovute alla mancanza di standardizzazione del pro- dotto causata dalla diffusione di frantoi di piccole dimensioni. Tuttavia, il merca- to di questo prodotto non è affatto marginale, infatti in Italia se ne stima un utilizzo, tra consumo domestico e consumo industriale, di 85mila tonnellate annue di sostanza secca (Bados et al. 2017), con un potenziale di 272.177 tonnellate annue di sostanza secca (Leone et al. 2015).

COSÌ IN ITALIA

In Italia il 73% dei frantoi operativi lavora meno di 500 tonnellate di olive all’anno (Dati Ismea per la campagna 2013 – 2014). Il costo di investimento e quelli operativi di un separatore del nocciolino dalla san- sa spesso non sono giustificati dalla quantità di nocciolino prodotto, che per questi frantoi è inferiore a 60 ton./anno.

Le analisi effettuate al nocciolino d’oliva nel corso del progetto BIOmasud plus forniscono un quadro chiaro della situazione italiana. Infatti, il nocciolino prelevato nei frantoi italiani mediamente ha un contenuto in ceneri dell’1,2% su base secca (tabella 1). Ma il dato più interessante è quello riferito alla deviazione standard del contenuto in ceneri dei campioni italiani (1,3%). L’importanza di questo dato si evince dall’ampiezza del-la distribuzione dei valori riportati dalla figura 1, che mostra come la variabilità della distribuzione dei dati italiani sia seconda solo a quella della Grecia e della Turchia e sarebbe da imputare alla lavo- razione del prodotto in frantoi di piccole dimensioni e alla variabilità tecnologica degli impianti utilizzati.

Nella seconda fase del progetto BIOmasud plus è stato possibile ispezionare alcune aziende italiane per verificare l’applicabilità dei requisiti stabiliti dallo schema di certificazione. Per quanto riguarda il nocciolino d’oliva è stato ispezionato l’Oleificio Cericola di Foggia che utilizza un sistema innovativo brevettato dall’azienda Pietro Leone srls. Si tratta della Moliden-Leone, una denocciolatrice brevettata che permette la separazione del nocciolino a monte del processo produttivo.

Questo sistema consente la produzione di un nocciolino con caratteristiche equi- parabili a quelle di un pellet di legno di classe A1 (UNI EN ISO 17225-2:2014). I risultati delle caratteristiche più significative per la caratterizzazione di un biocombustibile solido sono riportati nella tabella 2 in cui è anche possibile osservare il confronto con i limiti individuati per il pellet di classe A1. Il nocciolino è ampiamente entro i limiti per il pellet di elevata qualità per le principali caratteristiche che influiscono sulle emissioni della combustione. Gli unici due valori che non rientrano nei limiti riguardano il contenuto idrico e di conseguenza il potere calorico. Tuttavia, la non conformità di questi due valori è marginale, infatti operando una essiccazione del prodotto sarà possibile rientrare nei limiti. Diversamente, non conformità relative al contenuto in ceneri o al contenuto in azoto sono difficilmente riparabili con ulteriori trattamenti sul biocombustibile.

INDISPENSABILE LA QUALITÀ

La qualità del nocciolino prodotto con la denocciolatrice Moliden-Leone (di seguito D-ML) si manifesta in particolar modo quando è paragonata con quella del nocciolino campionato nel corso del progetto BIOmasud plus. In particolare, nel grafico 2 è possibile osservare i valori medi nazionali per il contenuto in ceneri dei campioni di nocciolino prelevati durante la fase di caratterizzazione dei biocombustibili, e il valore (in arancione) riscontrato sul campione prodotto presso l’Oleificio Cericola. Prendendo in considerazione il valore italiano per il contenuto in ceneri, il gap con il valore ottenuto dal nocciolino denocciolato è dello 0.9% su base secca.

Denocciolatrice_Moliden_

Denocciolatrice_MolidenLeone

I risultati riscontrati dalle analisi effettuate inoltre non differiscono da quelli precedentemente ottenuti sul nocciolino prodotto dall’Oleificio Cericola utilizzando la D-ML. Nelle prime analisi effettuate si riscontravano valori ancora più bassi, sia per quanto riguarda il contenuto in ceneri (0.21% su base secca) che per il contenuto in azoto (0.044% su base secca). La riconferma di uno studio del 2015 di Leone et al. dimostra che il nocciolino ottenuto utilizzando la denocciolatrice brevettata da Pietro Leone e Figli srls presenta effettivamente qualità superiori alla media.

Il nocciolino prodotto attraverso il sistema brevettato, oltre ad avere delle caratteristiche qualitative nettamente superiori alla media europea, consente anche un note- vole risparmio energetico. Infatti, un precedente studio attesta i consumi elettrici orari di questo macchinario innovativo a 19.00 kWh, mentre per poter produrre il nocciolino con un sistema convenzionale la somma del consumo di un mulino a martelli (9.50 kWh) e di un separatore di nocciolino dalla sansa (15.20 kWh) posto a valle dell’impianto comporta un consumo di 24.70 kWh (Leone et al. 2015). Questo significa che considerando il coefficiente di emissione per la produzione di energia elettrica in Italia, la riduzione di emissioni dovuta all’utilizzo della denocciolatrice D-ML rispetto all’utilizzo di sistemi convenzionali è di 16.03 kgCO2- eq per tonnellata di nocciolino prodotta.

RESA DELLA SOSTANZA SECCA

Come indicato in tabella 3, utilizzando la denocciolatrice D-ML la resa oraria in nocciolino aumenta di un 12% rispetto all’utilizzo dei sistemi tradizionali. Tuttavia il “collo di bottiglia” nell’utilizzo di denocciolatrici risiede nella resa in olio. Infatti, l’utilizzo di denocciolatrici tradizionali (rimozione del nocciolo intero) può garantire una maggiore resa in nocciolino (99.2% sulla sostanza secca), di qualità assimilabile, se non migliore di quella del nocciolino ottenuto tramite la denocciolatrice D-ML. Il problema che risiede nell’utilizzo di denocciolatrici tradizionali riguarda l’efficienza nell’estrazione dell’olio, che scende al 73.7%, rispetto all’efficienza di estrazione del sistema convenzionale che è dell’82.4%. L’assenza totale di solidi in sospensione nelle diverse fasi di estrazione dell’olio comporta una riduzione importante dell’efficienza di estrazione e quindi della resa in olio, dovuta all’azione fisica che i noccioli esercitano all’interno della gramola e nel decanter. L’impiego della denocciolatrice D-ML, rompendo i noccioli e lasciandone passare circa il 35% (in peso) non solo risolve il problema, ma consente un’efficienza di estrazione (pari all’85.9%) più alta rispetto al sistema convenzionale (Fonte dati: Le- one et al. 2015).

CONCLUSIONI

L’impatto potenziale nella diffusione della denocciolatrice Moliden-Leone sul mercato del nocciolino delle aree mediterranee non è marginale. Grazie alla maggiore resa e alla produzione standardizzata di un biocombustibile solido assimilabile al pellet, si potrebbe creare una nuova economia intorno al set- tore oleario. La disponibilità di un biocombustibile di qualità standardizzata e certificata consentirebbe ai costruttori di apparecchi e caldaie di omologare i generatori con questo biocombustibile, con l’obiettivo di ottenere rendimenti ed emissioni conformi al nuovo Regola- mento Ecodesign. Il progetto BIOmasud plus è stato fondamentale per consentire alle imprese di definire e riconoscere la qualità del nocciolino d’oliva su scala europea. L’auspicio e l’obiettivo di AIEL è ora quello di supportare e stimolare gli operatori e le istituzioni pubbliche coin- volte a sviluppare concretamente una filiera energetica domestica professionale e tutta mediterranea