info@oleificiocericola.com

Oleificio Cericola s.r.l.s. – via Melfignana pod. 234, Borgo Incoronata 71122 Foggia (Fg) ITA

+39 0881 810222

alt

Oleificio Cericola. Verso un’olivicoltura efficiente e sostenibile

“Oleificio Cericola.Innovazione e qualità sono gli imperativi per riaffermarsi e distinguersi sul mercato globale. Le indicazioni emerse in una giornata dimostrativa di raccolta in continuo di oliveto superintensivo a Foggia…”

“Accettare la complessità e l’innovazione, senza abbandonare la tradizione, per dare risposte positive all’olivicoltura italiana e aiutarla a riprendersi dalla condizione drammatica in cui è precipitata da alcune annate e in particolare nell’ultima, con una produzione di poco superiore alle 200.000 t di olio di oliva, a fronte di un fabbisogno, per il consumo nazionale e l’industria di esportazione, di gran lunga superiore. Andare quindi verso un’olivicoltura efficiente ed ecosostenibile, ricca di innovazione e qualità, per stimolare il comparto a distinguersi in un mercato sempre più globale: questa è l’indicazione operativa, rivolta innanzitutto ai produttori italiani, scaturita da “Extra”, XIII Giornata dimostrativa di raccolta delle olive in continuo organizzata presso l’oliveto superintensivo dell’Oleificio Cericola Emilia, dove si è svolta la giornata dimostrativa di raccolta in continuo.

Borgo Incoronata (Fg) da Oleificio Cericola Emilia, Università di Bari e Olint, rivista tecnica di Agromillora Iberia, per fare il punto sullo stato dell’olivicoltura italiana e sulle possibili prospettive che invertano una rotta decadente.

«Aumentare la produzione, ottimizzare la qualità dell’olio, contenere i costi di produzione, ridurre l’impatto ambientale, valorizzare il prodotto. Sono queste le esigenze di un’olivicoltura che voglia dirsi moderna – ha sostenuto Riccardo Gucci, docente dell’Università di Pisa –. Il mercato chiede olio di oliva, ma l’Italia negli ultimi tempi non ha fatto quasi nulla in tale direzione. Contenere i costi di produzione cozza contro l’obsolescenza della struttura produttiva. Attenzione, il mondo olivicolo-oleario viaggia velocemente, le rendite di posizione tramontano nel giro non di decenni, ma di pochi anni».

Esistono tuttavia, nelle diverse condizioni colturali italiane, differenti soluzioni innovative per i modelli di impianto e la gestione dell’oliveto che possono permettere di contenere i costi di produzione e l’impatto ambientale.

«In funzione dello specifico ambiente l’olivicoltura può essere tradizionale, ad alta densità e ad altissima densità, e ognuna di esse ha dignità di esistere. Anzi chi ha poche decine di olivi ma con essi salvaguarda il territorio deve essere premiato, e non messo sullo stesso livello di chi conduce una media o grande azienda. Ma adesso tutte le olivicolture possono migliorare la loro produttività, perché esistono soluzioni tecniche adattabili a ogni situazione. Ad esempio i cingoli vanno bene dove gli scuotitori e le scavallatrici non possono inerpicarsi! Per le aziende di medie e grandi dimensioni – ha concluso Gucci – il modello superintensivo (Super High Density, SHD), caratterizzato dalla formazione di una parete produttiva e dalla raccolta meccanica in continuo con scavallatrice, costituisce una reale alternativa grazie alla disponibilità di varietà che si adattano a esso».”

 

*L’intero speciale è disponibile su OLIVO E OLIO di gennaio
articolo a cura di Giuseppe Francesco Sportelli